È successo che qualche mese fa mi sono imbattuto in una PS1. Un rigattiere l’aveva messa in bella mostra, senza cavi né controller. Dieci euro dopo è arrivata a casa assieme alla sua polvere.

Avevo bisogno dell’ennesima Playstation? Beh… sì. La prima che abbia mai avuto è una SCPH-9000, quindi priva della Parallel Port; la seconda ha recentemente avuto un trapianto di lente, ma la lente è cinese e fa abbastanza schifo e la scocca è leggermente rovinata (da quella che sembra una pedata indelebile… boh); la terza ha quattro autografi di quattro compositori dell’era Squaresoft, quindi ormai è più un inestimabile pezzo da museo che una console da gioco; la quarta è una PS1 SCPH-1000 scatolata, ma non è modificata. Quindi… sì, avevo bisogno di una Playstation modificata e con la Parallel Port. E questa simpatica giocostazione (modello SCPH-7502) possedeva entrambi i requisiti.

Questo esemplare di Playstation deve aver visto un SACCO di polvere. Sicuramente sarà rimasta in una cantina per anni, abbandonata al suo destino senza né cavi né controller, ma con un gioco copiato all’interno (Command & Conquer). E’ proprio la presenza di quel gioco copiato – che a dire il vero era “stampato”, o meglio era un “silver pressed bootleg disc” – che mi ha dato la conferma della modifica, sennò non avrei rischiato.

Smontare una Playstation non è difficile, quindi in quattro e quattr’otto ho tolto di mezzo tutte le viti del caso, staccato ogni componente elettronico e preparato la scocca per la pulizia.

Avrete sicuramente notato che sulla motherboard della PS1 c’è una modifica: facendo una rapida ricerca mi è parso di capire che sia uno dei primi modelli di modifica PS1, quindi non stealth. E vabbè, non si può avere tutto dalla vita.

Per pulire una scocca PS1 ho usato acqua tiepida, uno spazzolino medio, sapone e un po’ di disinfettante. Lo spazzolino mi ha permesso di pulire in profondità anche le parti più nascoste e difficili da raggiungere, mentre il sapone (che può essere sia quello per le mani che quello per i piatti) ridava alla console la sua lucentezza originaria.

E come dice il giardiniere Willy dei Simpsons, “et voilà, bella come un quadro!”. Ora accendiamola.

Ho provato Vagrant Story, versione NTSC/US, perché è uno dei pochi giochi che ho che parte subito con un filmato (e anche perché la mia copia è pressoché perfetta, senza alcun graffio). Quando accendo la PS1, sento dei click provenienti dal lettore, che forse fa fatica a partire. Poi nulla più: il gioco va benissimo, il filmato non si blocca e si può giocare senza problemi.

Provando Final Fantasy VIII giapponese, compare la schermata di blocco regionale (“oh guarda che questa non è una PS1 giapponese quindi col cavolo che ti faccio partire il gioco” o una roba del genere), ma utilizzando l’action replay non ci sono problemi.

Per quanto riguarda il problema del laser, nei meandri di internet ho trovato questa guida (quanto adoro i vecchi siti internet) che potrebbe fare al caso mio, ma al momento non me la sento di andare a giocare con un laser che tutto sommato fa il suo lavoro. Ci rimetterò le mani in futuro.