A volte, i mercatini dell’usato riservano delle meravigliose e inaspettatissime sorprese.

Non riuscivo a credere ai miei occhi. Un Nintendo Gamecube! Giapponese, poi! E arancione! In poche parole, esattamente il modello di cubetto che stavo cercando. Non ci ho pensato due volte: ho chiesto al commesso di tenermelo da parte per qualche giorno e oggi l’ho finalmente ritirato, ancora felicemente incredulo.

La scatola si presenta in ottime condizioni, a parte qualche leggera ammaccatura e qualche angolino smussato. Console e controller erano un po’ sporchi, ma dopo una bella pulita sembrano nuovi. Non c’era il cavo di alimentazione (ma non c’è problema: ne ho uno giapponese di ricambio da inserire nella scatola, e in ogni caso si può tranquillamente utilizzare l’alimentatore europeo, senza bisogno di stepdown), ma era incluso il cavo composito e – stranamente – un cavo RGB Scart europeo ufficiale Nintendo. Probabilmente il vecchio proprietario l’avrà inserito lì dentro senza ricordare che i cavi RGB Scart europei non funzionano su console giapponesi (ma di questo parleremo più avanti).

Sono molto felice che il controller sia in ottime condizioni: è sempre più difficile trovare controller Gamecube che non abbiano lo stick analogico sporco o consumato da anni di gioco. Sì, esiste sempre l’alternativa di utilizzare i controller di Smash, ma c’è qualcosa di meraviglioso nel vedere il logo “Nintendo Gamecube” tra le mani…

È così bello che nel fare questa foto mi sono commosso. È tutto così arancione. Ma non finisce qui!

La console è modificata! Lo vedete quello switch sotto all’entrata Digital? Beh, è per cambiare il BIOS del cubetto: da una parte quello giapponese, dall’altra quello americano. È una modifica molto utile per le console NTSC e tutto sommato facile da compiere… ma per questa console ho progetti ben più ambiziosi.

In ogni caso, mi ritengo soddisfattissimo dell’acquisto. Ora bisogna fare un paio di ricerche e decidere cosa fare per renderlo il Gamecube definitivo. Ne riparleremo prossimamente!